L’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UN Tourism) ha nominato 52 villaggi di 29 paesi come “Best Tourism Villages 2025”, premiando le comunità rurali che utilizzano il turismo per promuovere la crescita economica, la preservazione culturale e la tutela ambientale.
Selezionate tra oltre 270 candidature presentate da 65 Stati membri, queste destinazioni dimostrano come il turismo possa favorire una crescita inclusiva, la resilienza e identità locali più forti. Evidenziando aree meno conosciute, UN Tourism mira a ispirare iniziative analoghe e a spostare l’attenzione oltre i tradizionali centri urbani.
Come sono stati selezionati i villaggi
Lanciato nel 2021, il programma “Best Tourism Villages” fa parte dell’iniziativa Tourism for Rural Development di UN Tourism.
Il programma valuta i candidati secondo nove criteri, tra cui la conservazione delle risorse culturali e naturali, la sostenibilità, l’integrazione del turismo nell’economia locale, le infrastrutture, la salute e la sicurezza.
L’edizione 2025 segna il quinto ciclo di riconoscimenti. Oltre ai 52 villaggi premiati, altri 20 sono entrati nell’Upgrade Programme, che assiste le destinazioni che non soddisfano ancora tutti i requisiti.
Ciò porta il numero totale di nuovi membri della rete globale a 72, estendendo la sua copertura a 319 villaggi in tutto il mondo.
Impatto ed esempi di successo
Il riconoscimento di UN Tourism offre più del semplice prestigio; aiuta le destinazioni a guadagnare visibilità, ad attrarre viaggiatori responsabili e a rafforzare strategie turistiche guidate dalla comunità. Il Segretario Generale Zurab Pololikashvili ha sottolineato che il turismo può promuovere prosperità condivisa, crescita inclusiva e coesione sociale nelle aree rurali.
Tra le destinazioni menzionate figurano Koyasan in Giappone, celebre per il suo patrimonio templare; Bled in Slovenia, adagiata accanto a un lago da fiaba; Chamarel alle Mauritius, nota per i suoi vivaci paesaggi naturali; e Arquà Petrarca e Asolo in Italia, entrambe elogiate per la loro ricchezza culturale e per la conservazione delle tradizioni locali.
Questi esempi dimostrano come anche i piccoli villaggi possano ottenere riconoscimenti internazionali collegando patrimonio, sostenibilità e coinvolgimento della comunità. Le regioni rurali italiane, dai borghi alpini ai villaggi costieri, potrebbero adottare modelli analoghi per promuovere un turismo autentico e sostenibile che avvantaggi sia residenti sia visitatori.
L’annuncio di UN Tourism ribadisce che il turismo rurale non consiste semplicemente nell’accogliere più visitatori, ma nell’utilizzare il turismo con intelligenza per proteggere la cultura, sostenere i mezzi di sussistenza e preservare gli ambienti naturali per le generazioni future.
